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Come fare pubblicità
Tempo di lettura: 9 minuti
Aggiornato al 24 Gennaio 2024

Come fare pubblicità alla tua impresa?

Terminata la fase di pianificazione e progettazione della tua startup, per portare sotto la luce dei riflettori la tua idea vincente devi promuoverla al meglio: devi, cioè, fare pubblicità alla tua impresa. Proprio a questo proposito, è doveroso citare già ora le parole di Neil Patel, considerato uno dei maggiori web influencer al mondo:

“In una startup, la pubblicità è il mezzo principale per trasmettere il tuo messaggio al mondo. Senza pubblicità efficace, la tua startup rischia l’oscurità”.

Ma come fare pubblicità? E dove farla? A questi (e altri) interrogativi risponderemo nelle prossime righe.

 

Pubblicità a pagamento: le scelte oltre al PR

Oltre a promuovere la tua startup attraverso attività di PR Marketing, per far conoscere i tuoi prodotti o servizi e trovare nuovi clienti devi anche sapere come farti pubblicità al meglio.

Innanzitutto, è necessario sfatare alcuni falsi miti su questo argomento: nel mondo dell’imprenditoria c’è chi ritiene che farsi pubblicità sia la “mossa della disperazione” da utilizzare quando si è in crisi di vendite, mentre altri ancora pensano che per fare pubblicità si debba necessariamente investire decine e decine di migliaia di euro.

Se la prima convinzione è sempre stata lontana dalla verità, nel secondo caso è opportuno chiarire che forse una volta (cioè, quando gli unici, o quasi, canali di promozione erano la radio e la tv) ciò poteva essere ritenuto verosimile. Ma oggi non più. Oggi, i canali per farsi pubblicità sono molti di più, soprattutto grazie al web che offre molti modi di fare pubblicità gratis.

Uno dei principali vantaggi che la rete Internet offre a chi vuole farsi pubblicità online è la possibilità di combinare molteplici strategie (senza che una pregiudichi i risultati di un’altra) e di acquisire traffico in tanti modi differenti. Ricordati, però, che è fondamentale utilizzare i media giusti per comunicare con i tuoi pubblici di riferimento.

 

Pubblicità sui social

Per una startup che vuole far conoscere il suo marchio e i suoi prodotti o servizi, i social network sono, ormai, un canale indispensabile perché offrono la possibilità di intercettare, allo stesso tempo, un pubblico molto ampio ma anche (se utilizzati nella maniera giusta) molto specifico. Non solo: i social network favoriscono le interazioni e la creazione di relazioni solide e durature con gli utenti.

Non ti sorprenderà sapere che, a oggi, tra i social network più popolari spiccano Facebook, Instagram, X (in precedenza noto come Twitter) e TikTok. Come già sottolineato, scegliere il canale giusto è fondamentale: la logica che deve guidarti è pensare a dove si trovano i tuoi potenziali clienti. Ogni social network, infatti, ha un suo target più o meno definito (ti basti pensare alla differenza di età tra gli utenti di Facebook e quelli di TikTok), oltre, ovviamente, a caratteristiche peculiari.

Decidere quali piattaforme presidiare è importante, ma sapere come utilizzarle al meglio è fondamentale: sui social network puoi, per esempio, raccontare il dietro le quinte della tua startup, i nuovi progetti e tutte le altre tue novità, coinvolgendo gli utenti allo scopo di creare una comunità coesa attorno al tuo brand.

Tra i social network citati in precedenza non c’è LinkedIn: questa piattaforma merita una menzione a parte perché può rivelarsi estremamente utile per la tua startup, in quanto ti permette di analizzare il comportamento dei tuoi concorrenti, di fare networking con altri professionisti del tuo settore e, potenzialmente, anche di trovare nuovi investitori interessati a finanziare la tua attività.

 

Come fare pubblicità su Google

Ottimizzare i contenuti del tuo sito dal punto di vista della SEO (Search Engine Optimization) è un ottimo modo per acquisire popolarità sfruttando quella di Google e degli altri motori di ricerca sul web. Se vuoi annunciare la nascita della tua startup e far conoscere i tuoi prodotti o servizi al pubblico più ampio possibile in breve tempo, però, potrebbe rivelarsi più utile ricorrere (anche) alla SEA (Search Engine Advertising).

Inserire annunci pubblicitari a pagamento sul motore di ricerca ti permette, infatti, di aumentare la visibilità del tuo sito sul motore di ricerca, di incrementare il traffico qualificato verso di esso e di massimizzare le conversioni in tempi più brevi.

È importante che tu sappia che, su Google, gli annunci pubblicitari devono essere chiari e completi (devono, cioè, descrivere con esattezza ciò che si troverà all’interno della pagina collegata) e devono contenere la parola chiave e una Call-to-Action.

 

Pubblicità tradizionale vs Pubblicità online, quale scegliere?

Come già abbiamo avuto modo di sottolineare, la rete Internet ha moltiplicato esponenzialmente le risposte alla fatidica domanda “Come fare pubblicità a un’azienda?”. Prima di approfondire le principali differenze tra pubblicità tradizionale e online, è necessario però fare chiarezza su alcuni principi generali della pubblicità.

Collegandoci a quanto citato poc’anzi per gli annunci su Google, devi tenere a mente che una pubblicità deve essere sempre chiara e mai generica. Ma non solo: una pubblicità deve sempre terminare con un’offerta e quest’ultima deve avere una data di scadenza. Non è necessario che la pubblicità sia particolarmente creativa, ma è fondamentale che essa segua una precisa strategia comunicativa. Infine, laddove possibile, la pubblicità deve essere tracciata (così da poterne monitorare i risultati).

Quelle sopra enunciate sono “regole” generali per fare pubblicità, ma tali regole possono tradursi nella pratica in molti differenti modi. È arrivato ora il momento di esaminare le principali differenze tra pubblicità tradizionale e online.

 

Dagli Spot in tv ai cartelloni pubblicitari tutti i pro e contro dei media tradizionali

Fino a pochi anni fa, per un’azienda farsi pubblicità significava essenzialmente realizzare dei volantini oppure comprare uno spazio sui media tradizionali, come i giornali, le riviste, la radio, la televisione o il cinema. Analizziamo i pro e contro di ciascuna opzione.

  • Posta diretta

Per un’azienda a carattere locale, la cosiddetta “posta diretta” (volantini e simili) è utile a raggiungere in modo efficace il pubblico di riferimento. Spesso, però, il tasso di risposta è basso. C’è un altro svantaggio: questo tipo di pubblicità può essere considerata indesiderata.

  • Tabelloni pubblicitari

Anche la pubblicità su cartellone o tabellone può avere un ottimo impatto a livello locale perché consente di raggiungere il target in modo veloce ed economico. Per questo motivo c’è molta competizione per gli spazi più in vista, col risultato che i costi sono più alti.

  • Giornali

Pubblicare un annuncio pubblicitario su un giornale permette di accedere a un pubblico potenzialmente molto vasto e con relativa facilità (il processo di pubblicazione è rapido). Devi anche considerare, però, che non c’è possibilità di controllo sulla disposizione dell’annuncio stesso e che devi “contenderti” l’attenzione del lettore con tanti altri annunci. Inoltre, la pubblicità tramite quotidiani ha una durata breve (come i quotidiani stessi, che inoltre hanno anche tirature ormai sempre più basse).

  • Riviste

Le riviste tematiche permettono di fare pubblicità mirata rivolta a un target ben preciso e, senza dubbio, hanno una durata più ampia rispetto ai quotidiani (rimangono in circolazione per settimane o addirittura mesi). Se paragonate ai giornali, però, le riviste sono più costose e si rivolgono a un pubblico più ristretto.

  • Televisione

La televisione è uno strumento molto popolare, con una portata locale, nazionale o potenzialmente globale. La pubblicità tramite questo media ha un grande impatto ed è in grado di aggiungere grande valore al marchio. Ciò detto, però, è anche più costosa rispetto ad altri canali (in alcuni casi, MOLTO più costosa) sia in termini di realizzazione dello spot tv che di acquisizione dello spazio pubblicitario.

  • Radio

La radio è indicata per chi vuole raggiungere un target mirato ed è in grado di generare vendite immediate. È opportuno considerare, però, che, per raggiungere buoni risultati, è necessario che gli annunci siano trasmessi frequentemente. Inoltre, anche in questo caso, i costi possono risultare alti.

  • Cinema

Infine, una menzione speciale tra i media tradizionali su cui è possibile farsi pubblicità va riservata al cinema: gli spot al cinema possono essere molto suggestivi e di grande impatto, ma sono inevitabilmente rivolti a un pubblico limitato.

 

Digital media marketing: non è tutto oro quello che luccica!

Conclusa la panoramica sulla pubblicità tradizionale, ora è il turno di esplorare i vantaggi (e gli svantaggi) del Digital Media Marketing.

Iniziamo con un chiarimento sotto il punto di vista teorico: il marketing digitale permette di raggiungere una grande varietà di obiettivi tramite gli strumenti e i media che offre oggi la Rete. Le principali differenze rispetto alla pubblicità realizzata attraverso i media tradizionali sono la flessibilità (sia in termini di pubblicazione – molto più veloce – che di budget, senza dimenticare la possibilità di modificare gli annunci anche dopo che sono stati pubblicati) e la precisione (i nuovi media offrono sofisticati metodi di targeting per intercettare il pubblico potenzialmente più interessato a visualizzare l’annuncio).

La pubblicità digitale spazia tra differenti formati multimediali, dal testo alle immagini, dall’audio al video, e sfrutta diversi canali. Nelle prossime righe ne menzioniamo alcuni, con i loro relativi pro e contro.

  • DEM

Le email pubblicitarie (Direct Email Marketing) consistono in messaggi di posta elettronica inviati a una lista di contatti più o meno ampia, con una frequenza che varia in base agli obiettivi prefissati.

I moderni strumenti di Email Marketing hanno ormai reso estremamente facile personalizzare questo tipo di messaggi, così come anche determinare il tasso di risposta alle email. A questo proposito, tieni a mente che gli annunci DEM non sempre raggiungono il pubblico perché possono essere cancellati o spostati automaticamente nella casella spam. Costruire la lista di contatti, inoltre, richiede tempo (l’alternativa è acquistarne una, ma è un’alternativa costosa e non sempre efficace).

  • Pubblicità sui motori di ricerca

Gli annunci di ricerca sono quelli mostrati nella pagina dei risultati dei motori di ricerca (la cosiddetta SERP), in genere in forma di testo, sopra o accanto ai risultati organici (non a pagamento).
La pubblicità a pagamento sui motori di ricerca si paga solo nel momento in cui un utente effettua un clic sull’annuncio ma che questo clic avvenga e, soprattutto, che il clic si traduca effettivamente in un acquisto, però, non è certo assicurato. Trovare le parole chiave più efficaci attorno a cui costruire l’annuncio pubblicitario, inoltre, può richiedere tanti test.

  • Display advertising

Gli annunci display sono annunci online in vari formati che appaiono su siti web, app e dispositivi, all’interno o accanto a un contenuto.
Sono annunci pubblicitari che puntano su interessi specifici, in grado di attirare l’attenzione dell’utente. Un altro vantaggio è rappresentato dal fatto che, come gli annunci di ricerca, la pubblicità display si paga solo quando un utente clicca sull’annuncio. Il tasso di clic, però, è inferiore rispetto alla pubblicità sui motori di ricerca. Non solo: gli utenti possono anche bloccare gli annunci display.

  • Pubblicità sui social media

Gli annunci sui social media sono quelli mostrati sulle piattaforme social, come Facebook, Instagram o X (Twitter). È un tipo di pubblicità più economico rispetto a quella tradizionale ed è in grado di intercettare pubblici anche molto specifici. Uno dei principali svantaggi è che gli altri post e gli aggiornamenti continui delle pagine social possono distogliere l’attenzione dell’utente dall’annuncio, pregiudicandone l’efficacia.

  • Pubblicità video online

Gli annunci video online si dividono in out-stream (i video mostrati su siti, app e dispositivi come gli annunci display) e in-stream (gli annunci mostrati prima, durante o dopo un altro contenuto video). Meritano una menzione, però, anche i cosiddetti annunci OTT o over-the-top (che sono mostrati nei contenuti trasmessi in streaming).

Per quanto riguarda gli spot video trasmessi prima, durante o dopo altri contenuti, è opportuno considerare che gli utenti hanno spesso la possibilità di “skippare” gli annunci pubblicitari, senza vederli per intero. C’è un altro aspetto che devi considerare: sebbene questi annunci possano essere personalizzabili in maniera precisa in base alle abitudini di consumo degli utenti, talvolta possono risultare indesiderati perché interrompono (o ritardano) il contenuto di loro interesse.

  • Pubblicità audio online

Ultimi (ma non per importanza) in questa guida dedicata a chi vuole sapere come fare pubblicità a un’azienda ci sono gli annunci audio. In maniera similare agli annunci video (e con limitazioni simili a quelle poc’anzi menzionate per il formato video), anche gli annunci audio possono essere riprodotti prima, durante e dopo i contenuti audio online (per esempio la musica o i podcast in streaming).

Nicola Zanetti

Founder B-PlanNow® | Startup mentor | Startup consulting & marketing strategist | Leading startup to scaleup | Private angel investor | Ecommerce Manager | Professional trainer | Book writer

info@b-plannow.com

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