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finanziare una startup
Tempo di lettura: 9 minuti
Aggiornato al 09 Gennaio 2023

Finanziare una startup: 10+1 metodi per trovare fondi e investitori

La sfida più grande per chi ritiene di avere un’idea di business vincente è trovare le risorse economiche sufficienti per trasformarla in realtà. Non ti sorprenderà sapere che il modo più semplice e immediato per finanziare una startup è utilizzare i risparmi personali. Niente paura: se non disponi dei fondi necessari per avviare il tuo nuovo business puoi sempre utilizzare uno dei tanti metodi oggi esistenti per finanziare la nascita e la crescita di una startup.

 

Finanziare una startup: i metodi

Lo ripetiamo ancora una volta: al giorno d’oggi chi, come te, vuole sapere come si finanzia una startup trova diverse risposte. Ogni soluzione ha i suoi pro e contro che potrebbero spingerti a sceglierla o convincerti a scartarla. Per procedere alla decisione migliore per le tue specifiche esigenze hai bisogno, quindi, di analizzare i metodi uno per uno.

 

startup financing cycle

startup financing cycle

 

Bootstrapping

Come accennato poche righe più su, avere a disposizione il tuo reddito personale o i tuoi risparmi per poter finanziare la tua startup ti evita tanti possibili inconvenienti. Il metodo dell’autofinanziamento, noto col termine inglese Bootstrapping, si serve proprio delle risorse personali e dei soldi ottenuti dalle prime vendite per dare la possibilità alla startup di crescere nei suoi primi mesi di vita.

Si tratta di un metodo che si rivela utile in special modo per le nuove imprese caratterizzate da costi di avviamento non particolarmente alti, come per esempio quelle basate sul web in cui il personale lavora da remoto. È necessario sottolineare, però, che inevitabilmente questo metodo ha un grosso limite: per autofinanziarti devi avere sufficienti soldi per farlo senza rischi e stress.

Il principale aspetto positivo del Bootstrapping, se hai la possibilità di autofinanziarti, è quello di non aver bisogno di convincere nessuno della bontà della tua idea. Se ti autofinanzi, quindi, puoi concentrare tutte le tue attenzioni sui tuoi potenziali clienti e sullo sviluppo del tuo prodotto o servizio in linea con le loro esigenze. Inoltre, senza investitori esterni, hai anche la possibilità di mantenere, almeno inizialmente, l’assoluto controllo sul tuo progetto; ciò, unito al fatto di aver investito i tuoi stessi soldi, contribuisce anche a responsabilizzarti maggiormente e a farti prendere decisioni più oculate, “costringendoti” a ridurre i costi al minimo e a eliminare le spese superflue.

 

3F – Family, friends and fools

Se il solo autofinanziamento non basta a trasformare la tua idea di business in startup, devi trovare investitori. Una prima opzione è tentare la strada del metodo delle cosiddette 3F: Family, Friends and Fools. Per le prime due categorie di finanziatori non servono troppe presentazioni: i tuoi parenti e amici sono, ovviamente, le persone più facili da convincere a sostenere il tuo progetto imprenditoriale. I “fools”, cioè i “folli”, sono invece persone che si innamorano dell’idea che c’è dietro alla tua startup (per ragioni che esulano da criteri razionali e oggettivi) e che sono disposte a investire i loro soldi affinché tu possa tramutare il tuo progetto in realtà.

Anche con questo metodo di finanziamento, così come con il precedente Bootstrapping, hai il vantaggio di mantenere il controllo della proprietà della tua startup. Inoltre, non hai bisogno di presentare particolari garanzie, come invece dovresti fare nell’eventualità in cui chiedessi un prestito in banca. Ciò detto, a ogni modo, considerati anche i rapporti personali in gioco col metodo delle 3F, dovresti essere chiaro fin da subito con i tuoi finanziatori in merito ai rischi legati al loro investimento.

 

Incubatori

Un’altra soluzione risponde al nome di “incubatori”. A questo proposito è necessario fare subito una precisazione: con questa parola si fa riferimento a società che sostengono gli imprenditori nella fase di sviluppo del modello di business affinché questo diventi replicabile e scalabile; pertanto, non è propriamente corretto dire che gli incubatori finanziano le startup, seppur, con la loro attività, rappresentano un fondamentale trampolino di lancio per accedere agli investimenti. Oltre a validare il modello di business raccogliendo dati preziosi per ottenere i fondi necessari per sostenere la startup, infatti, gli incubatori mettono anche a disposizione la loro rete di contatti.

 

Acceleratori

Al contrario degli incubatori, gli acceleratori finanziano direttamente la startup e partecipano al capitale con una quota che, generalmente, oscilla tra il 5% e il 15%. Non solo: gli acceleratori offrono anche un supporto fondamentale in vari ambiti, dal settore legale al marketing.

I programmi di accelerazione hanno in genere una durata breve, che normalmente è compresa tra i 3 e i 6 mesi, e sono finalizzati a rendere più veloce la crescita e la maturazione di una startup. Sono, quindi, particolarmente utili nella fase “seed” di una startup, cioè in quel momento del ciclo di vita in cui l’obiettivo principale è assicurare all’idea di business iniziale una struttura sufficientemente solida per fare l’ingresso nel mercato di riferimento.

Se pensi di ricorrere all’aiuto di questa particolare figura di finanziatori è opportuno che, prima, tu ti prenda del tempo per analizzare i risultati ottenuti da altre startup che hanno aderito in precedenza al programma di accelerazione al quale hai intenzione di rivolgerti.

 

Crowdfunding

Avrai notato che, negli ultimi anni, è diventata sempre più popolare una particolare modalità di finanziamento: il crowdfunding. Oltre che nella già citata fase “seed”, questo metodo di finanziamento collettivo, in cui un gruppo di persone investe i propri soldi per sostenere un progetto imprenditoriale, può rivelarsi utile a volte anche nella fase “growth” di una startup, cioè quella caratterizzata da una crescita più sostenuta. Non solo: se decidi di ricorrere al crowdfunding hai anche il vantaggio di poter far conoscere più facilmente e velocemente i tuoi prodotti e servizi.

Ovviamente, anche questo metodo ha i suoi aspetti negativi: il principale è legato ai costi che devi sostenere per avviare una campagna di crowdfunding. Devi tenere poi ben presente che a chi accetterà di finanziare la tua startup dovrai riconoscere una ricompensa, che, nel caso dell’Equity crowdfunding, è una quota della società e, nel caso del cosiddetto Reward crowdfunding, si traduce invece in un prodotto o servizio.

 

Business Angel

La tua startup potrebbe essere anche finanziata da un cosiddetto Business Angel: con questo termine si fa riferimento a un imprenditore particolarmente facoltoso che, per puro filantropismo, give back o interesse personale, decide di mettere parte del suo capitale a disposizione di startup allo scopo di sviluppare la loro crescita. Oltre ai soldi, in genere, il Business Angel offre anche le sue competenze manageriali e il suo network di conoscenze.

Normalmente, con questo metodo è possibile ricevere i soldi in tempi brevi ma l’investimento di un Business Angel è tendenzialmente limitato (orientativamente da poche migliaia di euro fino a 100 mila euro).

 

Banche

Parlando di finanziamenti, la tua mente sarà probabilmente andata subito alle banche: devi sapere, però, che per una startup innovativa, seppur lo stato faciliti l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari, non è così facile ottenere un finanziamento in banca, dal momento che queste istituzioni finanziarie sono poco propense al rischio. I tassi di interesse, inoltre, sono più alti in caso di rischio elevato per il creditore. In banca, però, puoi ottenere un prestito personale, ugualmente utile nella fase iniziale della tua avventura imprenditoriale. In questo caso hai il vantaggio, non dovendo cedere quote a investitori, di poter mantenere il controllo della startup e di non dover condividere i profitti con nessuno.

 

Venture Capital

Se la tua startup ha superato la fase seed, potresti ottenere un finanziamento da parte di un Venture Capitalist: si tratta di società finanziarie specializzate proprio nel campo degli investimenti e disposte a mettere sul piatto cifre molto importanti, oltre alle loro conoscenze e a network spesso anche a livello internazionale. Fai molta attenzione, però, perché, a fronte della possibilità di ottenere un investimento molto importante, rischi di perdere velocemente il controllo della tua azienda. Pertanto, eventualmente, è necessario che tu legga con molta attenzione i termini dell’accordo prima di sottoscriverlo.

 

Premi e competizioni

Per finanziare la tua startup puoi anche partecipare alle cosiddette competition, cioè a gare, generalmente organizzate da fondi di investimento, fondazioni, banche o multinazionali, in cui gli startupper presentano la loro idea. Vincere la competizione (e in alcuni casi anche solo classificarti) può assicurarti la possibilità di poter fare un percorso di formazione con un team di esperti e/o di ottenere dei soldi (spesso si tratta di un credito a fondo perduto). Questa possibilità ha anche ulteriori vantaggi: si tratta di occasioni in cui puoi fare network e creare una solida e utile rete di contatti, assicurandoti un’ottima visibilità.

 

Bandi

Enti governativi (come i singoli Stati o l’Unione Europea), ma anche aziende e fondazioni possono anche pubblicare bandi dedicati alle startup e finalizzati a sostenere economicamente i nuovi progetti imprenditoriali. Presentando domanda e soddisfacendo i requisiti fissati all’interno dei bandi stessi puoi accedere a finanziamenti a tasso agevolato o a contributi a fondo perduto. I vantaggi sono i medesimi delle competition, ma ricordati di leggere con attenzione i termini dei bandi per valutare al meglio il rapporto costi/benefici.

 

Work 4 equity

Hai mai sentito parlare di Work 4 equity? Per decollare sul mercato la tua startup ha bisogno di prestazioni professionali qualificate che, spesso, sono molto onerose per chi si trova agli inizi. Se non disponi della liquidità necessaria, puoi far ricorso a questa modalità nella quale è possibile remunerare in maniera vantaggiosa dal punto di vista fiscale i consulenti e i collaboratori esterni per le loro prestazioni, tramite azioni, quote o strumenti finanziari partecipativi.

Questa soluzione ti assicura l’evidente vantaggio di poter sostenere costi minori in termini economici e finanziari per l’acquisizione di prestazioni professionali qualificate e, inoltre, rende possibile creare un gruppo di lavoro più coeso e motivato, dal momento che i professionisti condividono parzialmente il rischio d’impresa. La normativa in materia di Work 4 equity è, a oggi, di non facile intuizione e, pertanto, il consiglio per te è quello di valutare bene se e come questa soluzione può fare al caso tuo, anche con l’aiuto di un team di esperti.

 

Quando trovare finanziamenti per la tua startup

È arrivato ora il momento di approfondire un aspetto fin qui solo accennato: quando devi trovare finanziamenti per la tua startup? Il tempismo è fondamentale perché dalla fase in cui si trova la tua startup dipende anche il tipo di soluzione che è possibile adottare (anche se i finanziamenti, ovviamente, sono sempre ben accetti).

Il rischio di cercare finanziatori quando non sei ancora pronto per farlo è quello di bruciare la tua reputazione con i tuoi possibili investitori. Per realizzare un perfetto funding plan devi avere, innanzitutto, ben chiaro qual è il ciclo di vita di una startup.

Le fasi più importanti sono 6:

  1. la fase iniziale (che prende il nome di “bootstrap” o “pre-seed”), in cui la startup è solo un’idea di progetto nella sua fase embrionale, ancora da validare (problem-solution fit);
  2. la fase “seed”, nella quale l’idea di business inizia ad assumere una struttura tale da consentirle l’ingresso nel mercato (market validation, MVP e Business model);
  3. la fase “early stage”, in cui si iniziano a ottenere i primi feedback dal mercato (product-market fit, assunzione talenti, acquisizione clienti);
  4. la fase “early growth”, durante la quale la startup si trasforma in un’azienda vera e propria (business-model fit);
  5. la fase “sustained growth”, in cui utenti e clienti crescono esponenzialmente e il fatturato aumenta in modo molto veloce (scaleup);
  6. la fase “exit”, in cui la startup ha ormai raggiunto la piena maturità ed operatività ed è ormai in grado di autofinanziarsi grazie ai ricavi. Si prepara ora all’espansione consolidata.

Nella prima fase è possibile fare quali esclusivamente affidamento sulle famose 3F (Family, friends and fools). Generalmente, infatti, i primi finanziamenti esterni alla tua cerchia di amici e parenti arrivano nella seconda fase (Business angel, crowdfunding, incubatori, acceleratori). I Venture Capitalist e le banche entrano in scena solo nella terza fase, cioè quando il progetto di startup è ormai stato validato.

A partire dalla quarta fase fanno il loro esordio i round di finanziamento di Serie A (finanziamenti più corposi che servono a entrare in nuovi mercati, sviluppare nuovi canali di distribuzione e/o rendere più solide e strutturate le iniziative di marketing) e i round di finanziamento di Serie B (ancora più ingenti e caratterizzati da un rischio di fallimento più basso, il cui scopo è quello di conquistare nuove quote di mercato).

Ai round di finanziamento di Serie C, a basso rischio e finalizzati al consolidamento dell’attività, è possibile accedere nell’ultima fase del ciclo di vita di una startup. Se sei arrivato a questo punto, puoi dirlo forte: ce l’hai fatta!

 

Conclusioni

Adesso hai le idee più chiare su chi può finanziare una startup e quando. È utile, però, ribadire ancora una volta che non devi avere fretta di trovare capitali per il tuo progetto, perché rischi di vanificare i tuoi sforzi e compromettere anche per il futuro la possibilità di ottenere dei finanziamenti. Tieni a mente il consiglio del fondatore di Pandora Tim Westergren:

“Sii preparato per un viaggio lungo e dai tratti spesso incerti. I buoni risultati non si ottengono facilmente”.

In linea generale, puoi iniziare a cercare finanziamenti quando la liquidità che è già a tua disposizione ti permette di negoziare con i possibili investitori e non ti costringe ad accettare condizioni svantaggiose. C’è un altro aspetto fondamentale: devi presentare la tua idea di business ai possibili finanziatori quando ritieni che questa possa ottenere la valutazione che tu ritieni più giusta. Fai attenzione a questo fattore perché è un’arma a doppio taglio: spesso, infatti, gli startupper tendono a sopravvalutare il loro progetto. Non commettere questo errore.

Nicola Zanetti

Founder B-PlanNow | Startup mentor | Startup consulting & marketing strategist | Leading startup to scaleup | Private angel investor | Ecommerce Manager

info@b-plannow.com

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