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Forme societarie: quali sono e come scegliere la più adatta a te

Tra i tanti nodi che devi necessariamente sciogliere quando ti avvii a intraprendere una nuova avventura professionale in proprio, uno dei più intricati è quello che riguarda le varie forme societarie tra cui puoi scegliere. Questo particolare ambito, infatti, ha innumerevoli risvolti, non solo organizzativi ma anche e soprattutto fiscali e giuridici.

Scegliere la forma societaria giusta per la tua attività è, pertanto, fondamentale. Non sottovalutare questo passaggio e, anzi, approfondisci ogni aspetto: sai da cosa dipende la scelta della forma societaria? Quali sono le forme societarie previste in Italia? Conosci i pro e i contro delle forme societarie più comuni? Quali sono le più convenienti e, soprattutto, perché? È il momento di rispondere a tutte queste domande.

Innanzitutto, bisogna chiarire che la scelta della forma societaria è legata a diversi fattori, tra cui i più importanti sono la natura del business da te intrapreso (cioè, nello specifico, la sua complessità e il potenziale di crescita) e il livello di rischio che sei disposto a correre. Lo scopo dell’azienda è un altro aspetto che non devi sottovalutare nel momento in cui stai per decidere quale forma societaria scegliere.

Quando avvii un nuovo business puoi avventurarti da solo nella nuova impresa o iniziare con uno o più soci. A questo proposito devi sapere che, anche qualora dovessi scegliere di partire come ditta individuale e, quindi, di farti carico in maniera autonoma e totale di tutti gli oneri ed i rischi, man mano che il tuo giro d’affari crescerà potrai sempre cambiare struttura, in modo da tutelare al meglio il tuo patrimonio personale e accedere con più facilità a prestiti e finanziamenti. Nonostante ciò, la tua scelta iniziale è fondamentale: è necessario, infatti, partire da una forma societaria che sia il più possibile adatta allo scenario presente.

Conoscere meglio quali sono le forme societarie che è possibile adottare in Italia ti renderà più facile la scelta.

 

Forme societarie Italiane: quali sono?

La già citata ditta individuale è una particolare struttura organizzativa che prevede che l’impresa sia gestita interamente dal titolare, facendosi carico personalmente di rischi ed oneri.

Quando l’impresa ha dimensioni maggiori, solitamente viene strutturata in società di capitali.

Il libero professionista è, invece, un lavoratore autonomo che presta servizi, normalmente intellettuali, verso diversi clienti e su vari progetti.

Tra le varie tipologie di società è possibile individuare, inoltre, l’impresa familiare (cioè un’azienda posseduta e gestita dai componenti di una famiglia, anche nell’arco di diverse generazioni), e l’azienda no profit (sono enti senza scopo di lucro che svolgono attività di interesse generale e di utilità sociale senza che il profitto possa essere suddiviso tra i soci).

Per quanto riguarda l’ambito giuridico, è il Codice civile a regolamentare le forme societarie in Italia, mentre il TUIR ne regola l’ambito fiscale.

La prima distinzione fondamentale a cui devi prestare attenzione è quella tra società di persone e la già citata società di capitali. All’interno di queste due categorie, poi, è possibile individuare altre sottocategorie più specifiche (le cooperative, come vedremo in seguito, rappresentano una categoria con regole a sé stanti).

Tra le società di persone, nello specifico, rientrano le:

  • società semplice (Ss);
  • società in nome collettivo (Snc);
  • società in accomandita semplice (Sas).

Tra le società di capitali, invece, figurano le:

  • società per azioni (Spa);
  • società a responsabilità limitata (Srl);
  • società in accomandita per azioni (Sapa).

 

Pro e contro delle forme societarie più comuni

Se decidi di optare per una ditta individuale potrai beneficiare di diversi vantaggi: questo tipo di azienda è di facile costituzione e la sua nascita ti richiederà un capitale minimo. Inoltre, non dovrai depositare un bilancio ogni anno (ma redigere solo la tua dichiarazione dei redditi), avrai costi di gestione fiscale leggermente inferiori e potrai trattenere i profitti (al netto delle imposte). Questa scelta, però, ha anche alcuni “contro”: sarai personalmente responsabile per ogni scelta presa nonché per tutti i debiti contratti durante l’attività, anche con il tuo patrimonio personale. Inoltre, con una ditta individuale è anche più difficile reperire capitali.

Quale libero professionista non hai obblighi di iscrizione in Camera di Commercio ma la sola apertura della partita iva, salvo adempimenti connessi all’appartenenza ad ordini o albi.

Questa forma permette una gestione organizzativa più agile, consentendo di lavorare praticamente ovunque, anche da casa. Se scegli questa soluzione avrai anche la possibilità di organizzare a tuo piacimento orari e mole di lavoro. I costi di avviamento, inoltre, sono minimi. Come per la ditta individuale, anche il professionista è l’unico responsabile della propria gestione finanziaria ed è possibile che le entrate siano irregolari. Presta attenzione anche alla gestione dell’equilibrio tra vita e lavoro, particolarmente delicato per questa figura professionale.

Anche nel caso di un’azienda di famiglia i potenziali conflitti rappresentano un “contro” importante, in quanto di più difficile soluzione. Ciò detto, però, in questo caso generalmente i valori sono comuni e c’è anche più comprensione e fiducia. Non solo: un altro vantaggio da non sottovalutare è che i profitti rimangono in famiglia.

Con un’impresa no profit puoi accedere a sovvenzioni ed esenzioni fiscali e hai una causa nobile da perseguire. La ricompensa personale, da un punto di vista economico, è però limitata. Inoltre, la concorrenza per i fondi è alta e le donazioni sono legate inevitabilmente alla generosità delle persone.

Per quanto riguarda la società semplice (Ss) devi sapere che non è adatta alle attività di tipo commerciale. Non a caso, ad essere definite anche società commerciali, in quanto esercitanti attività diretta alla produzione e allo scambio di beni e servizi, sono solo le altre tipologie di società di persone e società di capitali citate nel paragrafo precedente.

La società in nome collettivo (Snc) è una forma societaria in cui i soci sono illimitatamente responsabili in solido dei debiti sociali. Chi vanta un credito ha la possibilità di attaccare prima il patrimonio della società e, in caso non sufficiente, anche quello personale dei soci. Si tratta, pertanto, di una forma di società che si distingue per un rischio alto, in quanto il socio potrebbe dover rispondere dei debiti societari con il suo stesso patrimonio personale.

La società in accomandita semplice (Sas) prevede la presenza di due particolari figure: l’accomandante (cioè un socio limitatamente responsabile in base alla quota detenuta e che non amministra la società) e l’accomandatario (un socio che risponde illimitatamente e solidalmente e che si occupa effettivamente dell’amministrazione della società).

La società a responsabilità limitata (Srl) è una società che risponde limitatamente al suo capitale sociale, il cui importo è generalmente definito in sede di costituzione. I soci che compongono questa particolare forma societaria non vengono coinvolti da un punto di vista patrimoniale, se non nei limiti del capitale da loro sottoscritto. In questo tipo di società il patrimonio autonomo è diviso in quote.

Nella società per azioni (Spa), il capitale viene frazionato in titoli azionari che incorporano la proprietà e i poteri di voto in assemblea. Come per la Srl, il patrimonio è autonomo e distinto.

Una società in accomandita per azioni (Sapa) prevede le medesime tipologie di soci della Sas ma risponde alle stesse norme previste per le Srl.

Come detto, la cooperativa rappresenta una forma societaria a parte: questa tipologia specifica non ha fini di lucro e nasce dal principio di mutualità e solidarietà, per servire gli stessi soci che la compongono.

Parlando inoltre di modalità di gestione dell’attività, merita una menzione il franchising, in quanto non serve sviluppare un’idea originale per il tuo business. Anche il rischio di impresa è più basso e il brand “madre” fornisce un modello di business comprovato, nonché supporto e management. Dover sempre rendere conto all’azienda franchisor è però, per molti, un “contro”, perché considerato un grosso freno alla propria autorealizzazione.

 

Forme societarie più “convenienti”

Definire a priori quale sia la forma societaria più conveniente è impresa ardua e, soprattutto, può essere fuorviante, perché il discorso spesso si riduce alla sterile ricerca della migliore forma societaria per pagare meno tasse. Devi sapere, invece, che in realtà non esiste una forma societaria migliore di altre, ma solo quella più adatta alle tue specifiche esigenze.

La scelta, come detto, dipende da diversi fattori, tra cui uno dei più importanti è il grado di rischio che sei disposto ad assumerti. A questo proposito ricorda che nella società di persone è prevista l’automatica estensione di un eventuale fallimento della società ai soci, mentre nelle società di capitali i soci non sono coinvolti. Rifletti con attenzione su questo aspetto ma non lasciarti spaventare: ricorda che, come ti direbbe Mark Zuckerberg,

“Se non rischi nulla, rischi tutto”.

Per scegliere al meglio guardati anche attorno: la maggior parte degli imprenditori opta per costituire una Srl, in modo da assicurarsi la separazione del patrimonio della società da quello dei soci. Questa scelta ti offre il vantaggio di poter frazionare a tuo piacimento il capitale e di modificarlo in modo semplice, di scambiare e vendere quote. Si tratta di una forma societaria abbastanza costosa nella fase iniziale, ma anche per quanto riguarda la gestione della contabilità aziendale.

Sai che esiste anche una forma societaria definita Srl semplicata? Introdotta nel 2012, la Società a Responsabilità Limitata Semplificata (o Srls) può rappresentare una soluzione conveniente per progetti di breve durata o che si prevede non subiranno modifiche in futuro. Scegliendo questa particolare forma societaria potrai godere di alcune agevolazioni fiscali al momento della sua costituzione e dell’esenzione da imposta di bollo, diritti di segreteria e costi notarili.

Una Srls ha, però, alcune limitazioni: il capitale sociale (che va versato all’atto della costituzione) deve essere inferiore ai 10mila euro, lo statuto è rigido e non modificabile, i soci possono essere solo persone fisiche e risulta più complicato richiedere finanziamenti, prestiti o fidi. Il risparmio che è possibile assicurarsi all’inizio, inoltre, rischia di essere vanificato dai costi che potrebbero rendersi necessari in caso di eventuali cambiamenti della società. Pertanto, questa forma non rappresenta una soluzione particolarmente conveniente per progetti a lungo termine.

 

Quale forma societaria scegliere

Ora che sai quali sono le forme societarie previste dalla legge in Italia, le loro caratteristiche specifiche e, soprattutto, i loro vantaggi e svantaggi, puoi procedere in maniera più oculata alla scelta della migliore forma per le tue esigenze.

Presta attenzione alle implicazioni fiscali e legali che ogni forma ha, ma non ragionare solo in termini di rischio, anzi rifletti sulle opportunità che la tua decisione può offrirti: la scelta della forma societaria migliore per te, ricorda, è legata anche allo scopo della tua attività, alla sua natura e alla sua particolare organizzazione, al suo volume e al suo potenziale di crescita.

Marco Valotti

Dottore Tributarista, Founder Studio Pragma Accreditato presso la Regione Lombardia quale fornitore di servizi di affiancamento all'avvio/rilancio d'impresa approvato con d.g.r.n. X7803 dell'11 Ottobre 2013.

marco@studiopragma.net

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