Vuoi rimanere aggiornato sul mondo delle startup? Visita il nostro blog

Back to top
tutelare il business
Tempo di lettura: 7 minuti
Aggiornato al 20 Marzo 2023

Tutelare il business: effettuare una valutazione dei rischi aziendali

Il concetto stesso di impresa contiene al suo interno la presenza di elementi di rischio, ma, proprio per questo, per un imprenditore diventa fondamentale saper gestire al meglio le possibili minacce. Ancora prima di gestirle, però, è necessario saperle identificare in maniera tempestiva. Come diceva Oscar Wilde, del resto,

“Il grande vantaggio del giocare col fuoco è che non ci si scotta mai. Sono solo coloro che non sanno giocarci che si bruciano del tutto”.

La valutazione del rischio d’impresa è un’operazione spesso sottovalutata ma che, in realtà, dovrebbe ricoprire un ruolo assolutamente centrale all’interno del business plan di ogni azienda. Ciò vale ancor più nel caso di una startup. Nelle prossime righe troverai tutti gli elementi utili ad arrivare a capire come elaborare un piano efficace contro i rischi.

 

La valutazione dei rischi

Lasciarti guidare dall’entusiasmo nel momento in cui decidi di avviare una startup non è un errore, ma attento a non farti trascinare: armarsi di un po’ di sano realismo è, infatti, fondamentale. Ricordati bene che concentrarti solo sugli aspetti positivi e far finta che gli ostacoli e i rischi non esistano non ti aiuterà a gestirli quando questi si presenteranno (spoiler: sì, si presenteranno).

Essere consapevole di ciò e, di conseguenza, stilare in maniera corretta il tuo business plan non ti aiuterà solo nella gestione del rischio d’impresa, ma renderà anche “migliore” la tua immagine agli occhi dei tuoi potenziali finanziatori. Pensaci bene: tu ti fideresti di chi ti presenta un progetto totalmente privo di rischi?

Prima di conoscere, nello specifico, le minacce precise a cui devi fare attenzione nella gestione della tua startup, è importante che tu abbia ben chiaro cosa si intende per valutazione del rischio d’impresa.

Sono 3 gli step fondamentali per una corretta valutazione del rischio d’impresa:

  • la valutazione del rischio inerente o potenziale, ossia quello che devi valutare senza prendere in considerazione gli effetti delle misure poste in essere per prevenirlo o mitigarne gli effetti;
  • la valutazione dell’adeguatezza e dell’efficacia delle misure di controllo già implementate a fronte di un rischio potenziale identificato;
  • la valutazione del rischio residuo, cioè quello che persiste a fronte delle misure adottate.

Valutare i rischi significa individuare le minacce potenziali e, di ciascuna, considerare la probabilità che essa si verifichi davvero e la gravità delle conseguenze che può avere sulla tua impresa.

Dal mix tra questi due fattori dipende, poi, la gestione di ogni rischio individuato. A ciascuno di essi dovrai associare un preciso piano d’azione: se la minaccia è concreta e rischia di compromettere in maniera decisiva le tue possibilità di successo, devi attuare precisi accorgimenti per evitare che essa si verifichi o per minimizzare il suo impatto (per esempio, modificando un processo aziendale); nel caso in cui la minaccia sia remota e/o le ripercussioni sull’azienda siano contenute, puoi, invece, decidere di “accettare” quel rischio. C’è, poi, un’altra ipotesi: puoi scegliere di trasferire un rischio su altri, per esempio stipulando una polizza assicurativa.

Sapere come valutare i rischi è inutile, però, se non sai cos’è il rischio d’impresa e se non conosci quali sono i rischi concreti che puoi incontrare avviando una startup. Per il significato di rischio d’impresa è possibile fare riferimento alla sua definizione in economia aziendale: è l’insieme delle responsabilità dell’impresa sulle scelte dell’impresa stessa.

 

cos'è il rischio d'impresa

cos’è il rischio d’impresa

 

È opportuno, però, far luce sul significato di altri due concetti: quelli di rischio legale e rischio aziendale. Per rischio legale si intende il rischio di subire perdite a causa della violazione di leggi o regolamenti, di responsabilità contrattuali o extracontrattuali o di altre tipologie di controversie. Il rischio aziendale, invece, è, in generale, un evento incerto nella sua possibile realizzazione, che può incidere in senso negativo sul raggiungimento degli obiettivi di un’impresa.

Per fare ulteriore chiarezza sul rischio d’impresa è possibile anche fare riferimento a una classificazione utile a distinguerne diverse tipologie: è possibile distinguere, infatti, tra rischi interni e rischi esterni.

 

la classificazione dei rischi

la classificazione dei rischi

 

I rischi interni

Per un’impresa un rischio interno è un rischio direttamente imputabile ad essa, all’imprenditore o alla sua organizzazione. Tra i rischi interni figurano:

  • i rischi economici, che sono legati all’equilibrio tra i costi da sostenere e i ricavi che è possibile conseguire;
  • i rischi finanziari, che possono dipendere da una mancanza di risorse finanziarie dell’imprenditore e/o da una difficoltà a reperire sul mercato i finanziamenti necessari per sviluppare l’idea di business;
  • i rischi di mercato, che possono essere collegati sia alla natura stessa di uno specifico mercato che a una sua crisi momentanea;
  • i rischi tecnici, che possono fare riferimento alla scarsa qualità delle materie prime o a una mancanza della loro disponibilità, così come a ritardi nell’esecuzione di determinati step operativi.

 

I rischi esterni

Come accennato, devi fare altrettanta attenzione anche ai rischi esterni: sono i rischi che non dipendono in maniera diretta dalle azioni e dalla volontà dell’azienda e che, quindi, possono essere controllati solo in parte. Ciò non significa, però, che vadano trascurati. Tra i rischi esterni è opportuno citare:

  • i rischi commerciali, che dipendono dal mercato e dal modo in cui questo (non) recepisce il prodotto o servizio proposto;
  • i rischi tecnologici, che sono legati alla possibilità di non poter disporre delle tecnologie necessarie allo sviluppo dell’azienda, a causa, per esempio, della carenza di infrastrutture;
  • il cosiddetto rischio-Paese, che riguarda la situazione del Paese in cui si decide di avviare il business, in termini di sicurezza, sviluppo economico e altri parametri;
  • i rischi ambientali legati principalmente alla produzione, alla gestione e alla distribuzione di beni, servizi o prodotti di processi industriali che, in caso di incidente, possono avere effetti sulla popolazione, sugli animali, sul territorio.

 

Rappresentare graficamente la valutazione dei rischi aziendali

Dovrebbe esserti chiaro, ora, che per valutare un rischio devi prendere in considerazione due parametri in particolare e, cioè, la probabilità che esso si verifichi effettivamente e l’impatto sul business.

Per tradurre in pratica questo accorgimento puoi ricorrere ad una matrice del rischio, ossia rappresentazione grafica della valutazione dei rischi d’impresa: come prima cosa devi assegnare un punteggio per ciascuno dei due parametri a ogni rischio aziendale e poi trasferire i valori all’interno di un grafico cartesiano, in cui sull’asse delle ascisse dovrai riportare i punteggi relativi alla gravità dell’impatto sul business dei vari rischi e sull’asse delle ordinate riporterai, invece, i numeri che descrivono la probabilità che essi si concretizzino.

Così facendo, ti sarà più chiaro capire a quali rischi d’impresa dare la priorità: sono quelli che si collocano nella parte in alto a destra del grafico, perché caratterizzati da alta probabilità che si verifichino ed elevato impatto negativo sul business.

 

la matrice del rischio

la matrice del rischio

 

Le assicurazioni per le imprese

Come già evidenziato, valutare i rischi d’impresa significa anche considerare la possibilità di trasferirli su altri, stipulando una polizza assicurativa.

A questo proposito è necessario, però, che tu sappia che per assicurare la tua startup hai bisogno di soddisfare precisi requisiti, che riguardano, per esempio, la tipologia di attività svolta e il luogo in cui la svolgi. In alcuni Paesi e per determinati tipi di azienda la copertura assicurativa può essere obbligatoria ma, in generale, hai facoltà di valutare quale scelta percorrere tra le differenti proposte assicurative esistenti.

 

Le principali coperture assicurative

Detto della possibilità che, in alcuni casi, siano obbligatorie determinate coperture assicurative, al giorno d’oggi hai l’imbarazzo della scelta tra i vari prodotti assicurativi che le compagnie propongono a chi, come te, sta avviando o gestisce una startup e deve far fronte al rischio d’impresa. È possibile, in conclusione di quest’analisi, menzionarne alcuni:

  • tutela legale, che copre le spese legate a eventuali azioni legali contro la tua azienda in ambito commerciale;
  • responsabilità del datore di lavoro, che tutela il datore di lavoro in caso di richieste di dipendenti che si sono ammalati o feriti svolgendo l’attività;
  • responsabilità civile, che dà copertura assicurativa nel caso in cui venga danneggiata una proprietà di terzi durante l’attività o nel caso in cui una persona esterna si ferisca nei locali dell’azienda;
  • responsabilità professionale, che tutela nel caso in cui un cliente faccia causa per un errore commesso durante una consulenza o un servizio professionale;
  • prodotti difettosi, che copre i danni o le lesioni causati da un prodotto difettoso da te progettato, venduto o riparato;
  • scorte e materiali, che offre copertura per eventuali perdite legate al danneggiamento, allo smarrimento o al furto di materiali e strumenti;
  • immobili, che protegge l’edificio in cui si svolge l’attività da eventi come incendi, cedimenti o allagamenti;
  • interruzione dell’attività, che compensa le perdite finanziarie generate da un’interruzione dell’attività causata da eventi come inondazioni o incendi.

Nicola Zanetti

Founder B-PlanNow® | Startup mentor | Startup consulting & marketing strategist | Leading startup to scaleup | Private angel investor | Ecommerce Manager | Professional trainer | Book writer

info@b-plannow.com

Lascia un commento