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Manager cos'è, cosa fa, quanto guadagna e quando serve
Tempo di lettura: 7 minuti
Aggiornato al 16 Gennaio 2024

Manager: cos’è, cosa fa, quanto guadagna e quando serve

Per raggiungere il successo, ogni azienda (startup incluse) non può prescindere da una corretta ed efficiente gestione aziendale.

Se oggi ritieni di avere tutto il tempo e le competenze di cui ha bisogno la tua startup, sappi che la situazione potrebbe cambiare in futuro. Nel momento in cui un business cresce, infatti, può rivelarsi necessario introdurre in azienda la figura di un manager, capace di ridurre il tuo carico di lavoro e responsabilità e di apportare competenze preziose per la gestione dei processi aziendali.

Prima di attivarti per l’assunzione di un manager, però, dovresti avere le idee ben chiare su quali sono le mansioni e le responsabilità che gestisce quotidianamente una figura professionale di questo tipo e, soprattutto, dovresti sapere quando è il momento giusto per inserire un professionista con questo ruolo specifico nell’organigramma.

Nelle prossime righe spiegheremo chi è e cosa fa un manager aziendale.

 

Chi è il manager: definizione e ruolo

Il manager è una figura chiave all’interno di un’azienda perché è colui che coordina le attività dei professionisti che compongono i vari team di lavoro interni all’organizzazione ed è responsabile delle operazioni e della gestione aziendale.

Devi sapere, però, che, all’interno di un’azienda, esistono differenti tipi di manager, ognuno dei quali ha specifiche mansioni e responsabilità. In un’organizzazione di tipo “tradizionale”, per esempio, è possibile individuare 3 distinte figure manageriali:

  • Top Manager;
  • Middle Manager;
  • First Line Manager.

 

Tipi di manager

Tipi di manager

 

Il Top Manager è l’amministratore delegato (CEO) dell’azienda, cioè colui che si trova al vertice dell’organigramma e che supervisiona l’intero processo produttivo aziendale.

Il Middle Manager, anche noto come Project Manager, è la figura responsabile di uno specifico progetto e che coordina i First Line Manager, che non sono coinvolti in maniera diretta nel progetto ma che coordinano il lavoro di altre risorse interne non manageriali, gestendone compiti e responsabilità e misurandone i risultati.

Anche all’interno dell’organigramma delle startup è previsto un manager: lo startup manager è, infatti, colui che è responsabile delle operazioni generali e della gestione operativa della società. Anche nel caso delle startup possono essere individuati diversi tipi di manager in relazione alle specifiche mansioni. Le quattro tipologie più comuni, in questo senso, sono:

  • il responsabile dello sviluppo aziendale, che si occupa di cercare e sviluppare nuove opportunità di business per la startup;
  • il responsabile del prodotto (product manager), che è responsabile dello sviluppo e della gestione dei prodotti e/o servizi realizzati dalla startup;
  • il responsabile del marketing (marketing manager), che crea ed esegue la strategia di marketing;
  • il responsabile delle operazioni, intese come le operazioni quotidiane della startup.

Ora che abbiamo definito chi è un manager (o, per meglio dire, chi sono i manager), è importante anche che tu conosca la differenza tra manager e leader (spoiler: le startup hanno bisogno di entrambi).

I primi si preoccupano che vengano raggiunti gli obiettivi fissati dall’azienda, che sia mantenuta la struttura e che vengano rispettati i processi aziendali, mentre i secondi si concentrano sulla vision e, spesso, esplorano idee nuove e originali al di fuori di parametri quali, per l’appunto, la struttura e i processi interni all’azienda. I manager, poi, hanno persone che fanno riferimento a loro mentre i leader hanno persone che si ispirano a loro. Fai attenzione, però, a questo aspetto: come insegna Ralph Nader,

“la funzione della leadership è quella di produrre più leader, non più seguaci”.

 

Cosa fa un manager: responsabilità quotidiane

Nello spiegare cosa significa manager abbiamo inevitabilmente anche fatto menzione di ciò che fa una figura di questo tipo. Per la delicatezza del ruolo, però, è opportuno soffermarci ulteriormente su cosa fa un manager. In definitiva, le sue attività quotidiane possono essere distinte in tre macro-aree:

  • la gestione del personale;
  • l’organizzazione del lavoro;
  • le riunioni e gli incontri di lavoro.

 

Gestione del personale

Una ricerca condotta da London School of Economics e Harvard Business School, intitolata “Executive Time Use Project”, ha fatto chiarezza sul modo in cui gli amministratori delegati organizzano il loro lavoro e sull’influenza che ciò ha sulle performance delle loro imprese.

Questo studio ha evidenziato che uno dei principali obiettivi dei manager è coordinare gli altri professionisti e sviluppare le loro potenzialità.

Il manager, infatti, valuta le performance dei lavoratori, aumenta le loro motivazioni tramite supporto morale e incentivi, organizza corsi di formazione e/o aggiornamento e fornisce ai lavoratori tutto ciò di cui hanno bisogno per lavorare in modo efficiente. Non solo: gestire il personale, per un manager, significa anche assumersi la responsabilità di individuare nuove risorse utili alla crescita dell’azienda.

 

Organizzazione del lavoro

Una corretta gestione del personale non può prescindere da un’attenta organizzazione del lavoro: tra i compiti di un manager, infatti, c’è anche pianificare le attività individuando per ogni funzione le risorse migliori per portarla a termine. Il manager, come già sottolineato, deve anche monitorare le prestazioni, del singolo e dei vari gruppi di lavoro, allo scopo di assicurarsi che gli obiettivi aziendali prestabiliti vengano raggiunti nei tempi e col budget previsti.

 

Riunioni e incontri di lavoro

La già citata ricerca “Executive Time Use Project” di London School of Economics e Harvard Business School ha chiarito anche un altro aspetto legato al modo in cui i CEO organizzano il loro lavoro in azienda: circa un terzo delle ore lavorative settimanali di un manager è trascorso in riunioni, ma a questa quota bisogna poi aggiungere i meeting telefonici e i pranzi di lavoro.

 

Quanto guadagna un manager: aspetti economici

Prima di attivarti per assumere un manager dovresti valutare un altro aspetto: sai quanto guadagna un manager? Ovviamente, la risposta dipende da diversi fattori, ma nelle prossime righe puoi farti un’idea sulla retribuzione base di questa figura professionale e sui benefit e gli incentivi da prevedere.

 

Retribuzione base

La figura dello startup manager è molto diffusa negli Stati Uniti d’America, dove la sua retribuzione base annua è in media pari a 85 mila dollari (poco più di 77 mila euro). A ogni modo, lo stipendio di questa figura professionale oscilla in genere tra i 40 mila dollari (36 mila euro) e i 100 mila dollari (quasi 91 mila euro).

Chiaramente, questa cifra può variare in base a diversi fattori, a partire dalle capacità e dall’esperienza del manager fino ad arrivare alle dimensioni della startup. Altrettanto ovviamente, nel riflettere sulle cifre appena enunciate devi considerare le differenze tra Stati Uniti d’America e Italia.

 

Benefit e incentivi

Quando si assume un manager può capitare che la sua voglia di affermarsi lo spinga a non prendersi le responsabilità dei risultati ottenuti dal team da lui diretto. Questo rischio può essere scongiurato prevedendo, in aggiunta allo stipendio base, dei benefit e incentivi legati alle sue performance e/o a quelle del suo gruppo di lavoro.

 

Quando assumere un manager: momento giusto e criteri di scelta

Come già sottolineato all’inizio di questo approfondimento, la crescita del business può farti avvertire la necessità di assumere un manager. Ma quando è il momento giusto per assumere questa figura? Per trovare risposta a questa domanda, devi analizzare le esigenze della tua startup.

 

Identificare le esigenze dell’azienda

Alcune domande possono aiutarti a capire se è arrivato il momento di assumere uno startup manager: stai trascorrendo la maggior parte del tempo nella tua startup? La gestione quotidiana dell’attività è diventata troppo complessa? È necessario portare la startup a un livello successivo?

In tutti i casi sopracitati assumere un manager potrebbe essere la soluzione: questa figura, infatti, può aiutarti nella gestione quotidiana dell’attività e sviluppare nuove strategie di sviluppo, facendo in modo che tutto fili liscio nel processo di crescita dell’azienda e riducendo la tua mole di lavoro, così da lasciarti tempo per concentrarti in altre aree.

 

Criteri di selezione per un manager

Pianificare per tempo l’inserimento in azienda di uno startup manager ti consente di arrivare al momento della selezione con le idee ben chiare sulle aree di business in cui c’è maggiore necessità di un aiuto esperto e sulle competenze specifiche che questa figura deve avere.

Sono diverse le qualità che fanno di uno startup manager un buon startup manager e, di conseguenza, sono diversi anche i criteri che devi valutare nel processo di selezione.

La persona scelta deve saper cogliere tempestivamente le nuove opportunità di business e non deve avere paura di correre rischi, ma deve anche sapere come portare a termine con successo quanto preventivato, trasformando le sue (e le tue) idee in realtà.

Non solo: un buon startup manager è anche capace di costruire un team vincente, creando canali di comunicazione efficienti e mantenendo alto l’umore all’interno dell’azienda.

Ultimo, ma non per importanza: lo startup manager che sceglierai deve essere anche capace di raccogliere i fondi necessari per la crescita e lo sviluppo della tua startup, relazionandosi al meglio con gli investitori. Legato a questo discorso c’è, inevitabilmente, un altro aspetto da considerare nel processo di selezione di uno startup manager: ci riferiamo all’impatto che il suo stipendio avrà sulla contabilità aziendale.

 

Conclusioni: il manager nel contesto aziendale

Prima di concludere la nostra riflessione su cosa fa uno startup manager e su quando (e perché) dovresti assumerlo, è bene che tu sappia che mantenere un buon rapporto con una figura di questo tipo (che, di fatto, si ritroverà a gestire operativamente la tua “creatura”) non sarà facilissimo.

La fiducia non può mancare in un rapporto del genere, così come i compromessi. Dovrete comunicare apertamente e frequentemente, con onestà e chiarezza sulle aspettative e sui risultati. Chiedi regolarmente feedback sull’attività quotidiana dell’azienda e ricordati che lo startup manager è un esperto nel suo campo e che, per questo, non dovresti ignorare mai (mai!) le sue indicazioni e i suoi suggerimenti.

Nicola Zanetti

Founder B-PlanNow® | Startup mentor | Startup consulting & marketing strategist | Leading startup to scaleup | Private angel investor | Ecommerce Manager | Professional trainer | Book writer

info@b-plannow.com

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