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storytelling come si fa

Storytelling: come si fa e come può migliorare il tuo business

Catturare l’attenzione dei consumatori e creare con loro un legame emotivo è fondamentale se vuoi vendere in maniera efficace i tuoi prodotti o servizi.

Le persone ricercano sul mercato chi sa rispondere in modo ottimale alle loro specifiche esigenze e ai loro precisi desideri ma gli acquisti, oltre che dalla logica, sono guidati anche dalle emozioni: tutti noi amiamo acquistare da chi è in grado di toccare le corde del nostro cuore e di ispirarci fiducia e rispetto.

Lo storytelling aziendale è ciò che ti permette di creare questo legame emotivo con i clienti, perché ti dà la possibilità di comunicare la personalità del tuo brand, le ragioni che ti hanno portato a creare la tua azienda e il modo in cui l’impresa si impegna ogni giorno per portare avanti i valori che la guidano.

Raccontare una storia in maniera efficace richiede tempo, pianificazione e le giuste competenze. Nelle prossime righe scoprirai come fare storytelling aziendale in modo efficace e trarne il massimo vantaggio.

 

Cos’è lo storytelling aziendale e a cosa serve

“Un effetto speciale, senza una storia, è una cosa noiosa”;

questa frase pronunciata dal grande George Lucas, creatore delle saghe cinematografiche “Star Wars” e “Indiana Jones”, può aiutarti a iniziare a capire di cosa stiamo parlando.

Quello dello storytelling, infatti, è un concetto che non riguarda certo il solo contesto aziendale: fare storytelling significa comunicare qualcosa raccontando delle storie e facendo ricorso ad alcuni dei principi fondamentali della narratologia e della retorica. Per essere efficace, la storia deve avere una struttura familiare all’ascoltatore e personaggi con ruoli chiari. E deve saper smuovere i cuori.

Ora, però, è arrivato il momento di applicare tutto questo al nostro ambito: la definizione di storytelling aziendale (ti potrà capitare di imbatterti anche nel termine “corporate storytelling”) fa riferimento all’utilizzo persuasivo delle storie finalizzato ad attirare l’attenzione dei consumatori e a veicolare un messaggio in grado di stimolarli a compiere un’azione specifica (che, nella maggior parte dei casi, è l’acquisto).

All’interno di un mercato altamente competitivo, farti notare distinguendoti dalla concorrenza che offre i tuoi stessi prodotti o servizi è fondamentale: l’obiettivo, come detto, è catturare l’attenzione dei consumatori e creare un legame con loro che li spinga a fidarsi di te e scegliere quanto tu offri. Il legame deve durare nel tempo: oltre che ad attirare prospect e clienti, lo storytelling aziendale serve anche a fidelizzarli, in modo tale che restino fedeli alla tua corporate identity, continuando ad acquistare i tuoi prodotti o servizi.

 

Come fare storytelling in modo efficace

Sapere quali risultati sei in grado di raggiungere attraverso lo storytelling aziendale è inutile se non sai come fare uno storytelling in maniera efficace.

Prima di tutto bisogna chiarire un punto fondamentale: pensare di poterti rivolgere a tutti in maniera indistinta è un errore. Non tutti sono tuoi potenziali clienti e non tutti condividono gli stessi valori della tua azienda; è importante, perciò, che tu rifletta sul modo migliore per scrivere una storia mirata rivolta al tuo pubblico di riferimento, presente e futuro, e adeguarla nel tempo a esso, utilizzando anche il giusto tone of voice. Aggiungi elementi caratteristici del tuo target di riferimento, in modo che chi ti ascolta possa riconoscersi nel racconto. Monitora le loro conversazioni, attorno al tuo brand ma non solo. Ricorda: se non ascolti i consumatori, difficilmente loro lo faranno con te.

Tieni sempre a mente l’obiettivo dello storytelling: catturare l’attenzione e mantenere intatto l’interesse. La storia che racconti, quindi, non può essere solo interessante, ma deve essere anche avvincente. Non ti limitare a raccontare come è nata la tua impresa, ma descrivi le ragioni personali che ti hanno spinto a lanciarti in questa tua avventura professionale e l’intuizione che ha fatto scoccare in te la scintilla decisiva. Rifletti su cosa davvero ti ha spinto a creare la tua azienda, annota le parole che ti vengono in mente quando ragioni sulle emozioni che ti hanno guidato nella fase di lancio della tua azienda e tieni sempre a mente mission, vision e valori aziendali. Mostra il lato umano della tua azienda e fai entrare i consumatori nel tuo universo.

Lo scopo è promuovere il tuo brand, ma ricordati sempre di essere autentico: per far sì che chi ti ascolta si fidi di te, devi essere sincero, coerente con il tuo modello di business e non creare false aspettative. Analizza con obiettività i tuoi punti di forza e di debolezza, in modo da capire cosa è più opportuno comunicare e come farlo.

In termini ancor più concreti, la storia da raccontare deve essere quanto più possibile breve e concisa. Il “segreto” è utilizzare poche parole per veicolare molti messaggi. Ricorda, però, che i messaggi devono essere quanto più specifici possibile.

Anche l’utilizzo dei pronomi può fare la differenza. Tutto dipende da chi è il protagonista della tua storia: l’uso della prima persona è un utile espediente per conferire autorità a chi racconta la storia ma è preferibile usarla se il protagonista ha un nome e un volto; la seconda persona pone al centro del racconto il consumatore e in questo caso è, quindi, fondamentale conoscere al meglio il target e mostrare la giusta empatia; la terza persona, infine, è utile se la storia è incentrata su testimonianze o case study particolari.

Ora facciamo un piccolo passo indietro: ricorderai che, quando abbiamo definito il concetto di storytelling, abbiamo fatto riferimento ai principi della narratologia; hai mai sentito parlare di Vladimir Propp? Nel 1928, nel suo libro intitolato ‘Morfologia della fiaba’, propose uno schema identificando le 31 funzioni (anche dette sequenze di Propp) che compongono un racconto, rappresentando situazioni tipiche nello svolgimento della trama di una fiaba, con particolare riferimento ai personaggi e ai loro ruoli.

La struttura generale di una fiaba (equilibrio introduttivo-rottura dell’equilibrio-azione dell’eroe-ristabilimento dell’equilibrio) e i personaggi-tipo individuati da Propp (in particolar modo i ruoli dell’eroe e dell’aiutante) possono tornarti molto utile nello sviluppo della tua storia aziendale.

 

Storytelling aziendale: consigli utili

C’è ancora spazio per altri consigli utili su come scrivere la storia di un’azienda e comunicarla al meglio in modo da trarne il massimo vantaggio anche in termini di marketing. Su alcuni aspetti, infatti, c’è bisogno di una riflessione in più: è davvero molto importante, per esempio, nel momento in cui ti siedi a ragionare su cosa comunicare, che tu ti concentri su ciò che davvero ti rende speciale rispetto alla concorrenza. Poco fa abbiamo parlato di schemi narrativi che si ripetono: ciò è vero, ma tieni sempre presente che la tua storia, per catturare l’attenzione, deve essere unica. Non cercare scorciatoie inutili: non dichiarare mai il falso, concentrati su fatti reali e accertati che l’attività quotidiana della tua azienda rifletta quanto da te raccontato e “promesso” ai tuoi prospect e clienti.

È fondamentale che, all’interno dell’azienda, tutti condividano il messaggio chiave e i valori che intendi comunicare all’esterno. Il rischio, nel caso in cui ciò non avvenga, è che si verifichino situazioni spiacevoli a causa di messaggi discordanti.

I social media possono essere preziosi alleati per intercettare il pubblico di riferimento e tenerlo aggiornato sugli sviluppi della tua storia. L’esplosione dell’influencer marketing ha fornito nuove possibilità a chi vuole fare storytelling aziendale: rifletti sulla possibilità di far raccontare la tua storia a blogger o influencer, cioè figure che all’interno del tuo target di riferimento hanno già una certa autorevolezza e credibilità. Fai attenzione perché questa mossa può rivelarsi controproducente: devi scegliere con molta attenzione il testimonial giusto a cui affidare il tuo racconto e devi fare in modo che lo storytelling aziendale non appaia in questo modo troppo “promozionale”, perché ciò rischierebbe di indispettire i tuoi potenziali clienti.

Nicola Zanetti

Founder B-PlanNow | Startup mentor | Startup consulting & marketing strategist | Leading startup to scaleup | Private angel investor | Ecommerce Manager

info@b-plannow.com

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