La Matrice GE McKinsey può essere uno strumento preziosissimo per la tua startup e in questa guida ti spiegheremo il perché. Nelle prossime righe scoprirai, infatti, a cosa serve, quali sono le sue componenti principali, come costruirne una e come analizzare i suoi risultati. Accanto a queste fondamentali nozioni teoriche, troverai, inoltre, anche un esempio pratico di applicazione.
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sono Nicola Zanetti, fondatore di B-PlanNow, l’acceleratore che aiuta startup e imprenditori a trasformare idee in business scalabili, redditizi e finanziabili con strategie mirate ed innovative, business model efficaci, pitch deck persuasivi, business plan concreti e funding plan per attrarre capitali.
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Matrice GE McKinsey: origini e sviluppo
La Matrice GE McKinsey è anche nota come Matrice General Electric o Matrice McKinsey.
Il motivo è presto detto: questo particolare strumento di analisi strategica è stato ideato dalla società di consulenza McKinskey & Company nel 1969 per conto dell’azienda General Electric. Quest’ultima aveva un portafoglio di prodotti e servizi molto diversificato ed era insoddisfatta del suo ROI. Abituata a prendere decisioni d’investimento tra le sue varie unità di business sulla base delle proiezioni dei flussi di cassa futuri e sull’andamento futuro del mercato, General Electric era alla ricerca di un nuovo sistema per decidere dove destinare le risorse. La risposta a questa sua esigenza è stata proprio la Matrice GE McKinsey.
Negli anni Settanta questo strumento è diventato una delle metodologie più utilizzate dalle aziende di tutto il mondo e ancora oggi, al netto di alcune critiche sollevate nel corso del tempo, riveste un ruolo importante nell’ambito dell’analisi strategica e della pianificazione aziendale, aiutando le aziende a valutare la competitività dei loro prodotti/servizi o unità di business all’interno del mercato di riferimento e a sviluppare strategie efficaci e sostenibili per migliorare la posizione competitiva.
Componenti principali della matrice
Per aiutare le aziende a prendere decisioni strategie migliori, la Matrice GE McKinsey considera due fattori principali: l’attrattività del mercato e la forza competitiva dell’azienda.

Attrattività del Mercato
L’attrattività del mercato sta a indicare quanto è vantaggioso per l’azienda entrare e competere in un determinato settore in base al suo potenziale di profitto. L’analisi di mercato si basa su diversi fattori, tra cui la dimensione del mercato stesso, la crescita, la redditività, la concorrenza, la regolamentazione e il livello di innovazione.
Forza competitiva dell’azienda
La forza competitiva dell’azienda è una variabile che misura quanto un prodotto/servizio o un’unità di business è forte rispetto alla concorrenza nel segmento in cui si trovano a competere. Anche in questo caso gli aspetti che incidono sulla valutazione sono diversi: tra essi spiccano la quota di mercato, la redditività, la capacità di innovazione, la forza del brand e le competenze distintive.
Costruzione della Matrice GE McKinsey
Ora che sai quali sono le due componenti fondamentali della Matrice GE McKinsey (attrattività del mercato e forza competitiva dell’azienda), puoi passare allo step successivo: costruirne una e scoprirne i risultati.
Identificazione delle unità di business
Il primo passo per costruire la Matrice GE McKinsey è, innanzitutto, quello di identificare le unità di business o i prodotti che desideri analizzare con questo strumento e che, quindi, dovrai posizionare all’interno di essa.
Valutazione dell’attrattività del mercato e della forza competitiva
Una volta individuata l’unità di business da analizzare, devi concentrare l’attenzione sul potenziale di mercato, valutando l’attrattività dell’industria in cui essa opera e la sua forza competitiva.
Lo step successivo è disegnare la matrice, con l’asse verticale che indica proprio l’attrattività del mercato mentre l’asse orizzontale che rappresenta la forza competitiva dell’azienda.
Posizionamento nella matrice 3×3
Sia l’asse verticale (cioè, quello dell’attrattività del mercato) che quello orizzontale (la forza competitiva dell’azienda) vanno suddivisi in 3 parti uguali, che corrispondono ai livelli Alto, Medio e Basso delle due variabili.
Ne consegue che la Matrice GE McKinsey si compone di 9 quadranti, che derivano dall’intersezione delle variabili e dei loro differenti livelli. A ogni quadrante corrisponde uno scenario e determinate azioni strategiche.
Interpretazione dei risultati e strategie
Per interpretare al meglio i risultati della Matrice GE McKinsey e adottare le strategie più opportune è fondamentale conoscere gli scenari associati a ogni quadrante.
Per rendere l’analisi più facile, la matrice GE McKinsey viene generalmente suddivisa in 3 quadranti verdi (Investimento/Crescita), 3 blu (Selettività/Guadagno) e 3 arancioni (Disinvestimento/Eliminazione).

I quadranti verdi (Investimento/Crescita) sono:
- Quadrante Attrattività del settore alta/Forza competitiva alta
- Quadrante Attrattività del settore alta/Forza competitiva media
- Quadrante Attrattività del settore media/Forza competitiva media.

I quadranti blu (Selettività/Guadagno) sono:
- Quadrante Attrattività del settore alta/Forza competitiva bassa
- Quadrante Attrattività del settore media/Forza competitiva media
- Quadrante Attrattività del settore bassa/Forza competitiva alta.

I quadranti arancioni (Disinvestimento/Eliminazione) sono:
- Quadrante Attrattività del settore media/Forza competitiva media
- Quadrante Attrattività del settore bassa/Forza competitiva media
- Quadrante Attrattività del settore bassa/Forza competitiva bassa.
Investimento e crescita per posizioni favorevoli
Se i prodotti ricadono in uno dei quadranti verdi dovesti investirci sopra perché promettono rendimenti alti in futuro. Generalmente, si tratta di attività in crescita, che richiedono molti investimenti, di solito orientati agli ambiti ricerca e sviluppo (per migliorare i prodotti) o comunicazione (per raggiungere nuovi clienti), così da accrescere velocemente la quota di mercato.
Selettività per posizioni medie
La scelta se investire o meno nelle attività che ricadono nei quadranti blu dipende da quanto fatto in precedenza per i prodotti dei quadranti verdi: una volta allocate le risorse necessarie per lo sviluppo di quei prodotti, se e solo se restano risorse puoi investire nelle attività dei quadranti blu che pensi possano generare ulteriore profitto in futuro.
Disinvestimento per posizioni sfavorevoli
Le attività o i prodotti che ricadono nei quadranti arancioni operano in segmenti di mercato poco attraenti e non presentano vantaggi competitivi sostenibili. Valuta le attività una per una così da capire quali generano profitto e quali no e investi il minimo possibile che ti permette di trarne il maggior guadagno.
Vantaggi e limiti della Matrice

Prima di passare dalla teoria alla pratica, scoprendo in che modo puoi applicare in concreto la Matrice di GE McKinsey, devi conoscerla ancora un po’ meglio. Nello specifico, devi conoscerne i suoi punti di forza e debolezza.
“La strategia, senza processo, è poco più di un desiderio”
recita una celebre frase di Robert Filek. Non l’abbiamo citata a caso: tra i principali vantaggi legati all’uso della Matrice di GE McKinsey c’è il fatto che essa facilita la comprensione dei mercati fornendo una visione d’insieme ed evidenziando le migliori opportunità di crescita. Non solo: come già sottolineato, permette di stabilire le priorità per gli investimenti, confrontando le unità di business dell’azienda e dando la possibilità di concentrare le risorse su quelle più redditizie.
I principali limiti della matrice sono, invece, legati all’eccessiva semplificazione dell’ambiente competitivo e al fatto che lo strumento non tiene molto conto dei suoi cambiamenti nel tempo. Un altro punto critico è la quantità significativa di dati che richiede per l’analisi delle unità di business, dati che, spesso, non sono disponibili (oppure non sono affidabili).
C’è ancora un aspetto negativo da menzionare: la matrice di GE McKinsey rischia di mettere in secondo piano le informazioni qualitative e le intuizioni dei manager rispetto a un’analisi formale che, peraltro, considera solo alcuni fattori specifici e ha una struttura piuttosto rigida.
Per superare i limiti della Matrice di GE McKinsey puoi adottare diverse soluzioni: personalizza la matrice per adattarla alle specifiche esigenze della tua startup, migliora la qualità dei dati in essa utilizzati, rivedila periodicamente e integrala con altre matrici e modelli di analisi strategica.
Applicazione della Matrice GE McKinsey nelle Startup
La Matrice GE McKinsey è stata inizialmente sviluppata per aziende molto grandi allo scopo di analizzare le loro divisioni interne in presenza di uno scenario caratterizzato da molte iniziative su cui è possibile investire e poche risorse da destinare agli investimenti.
Questo strumento, però, può essere utilizzato in ugual misura per esaminare linee di prodotto o prodotti separati ed è quindi prezioso anche per una PMI o una startup innovativa, che, proprio grazie a essa, può analizzare il suo portafoglio prodotti.
Esempio Pratico di Matrice GE McKinsey
Chiudiamo questa guida dedicata alla Matrice GE McKinsey con un esempio pratico del suo utilizzo, legato al colosso dello streaming Netflix. Quando ha avviato il servizio nel 2007, lo streaming rappresentava solo una piccola porzione dei suoi ricavi (i titoli in streaming erano 1000, mentre quelli in formato DVD fisico 70000).
Col passare degli anni, complice anche il fallimento di Blockbuster, l’incremento della velocità di Internet, l’introduzione di nuove tecnologie e i cambiamenti nelle preferenze dei consumatori, Netflix ha riconosciuto il declino dell’attrattiva dei supporti fisici e l’ascesa della fruizione in streaming di prodotti audiovisivi, applicando in questo ambito strategie di crescita e forti investimenti.
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