Il modello As-a-Service ha ridefinito l’economia digitale, trovando diverse declinazioni in vari ambiti. In aggiunta ai modelli storici SaaS, IaaS e PaaS, oggigiorno ce ne sono molti altri, dallo storage As-a-Service al desktop As-a-Service, tanto che ormai quasi tutto è diventato fruibile in modalità As-a-Service. Ma di cosa stiamo parlando esattamente?
Chiunque gestisca un’azienda o una startup dovrebbe oggi prendere in considerazione di adottare questo particolare modello di distribuzione. In questa guida c’è la spiegazione dettagliata di cos’è e l’evoluzione del concetto di as a service nel corso degli anni, oltre ai vantaggi pratici per aziende e startup e le sfide da affrontare tra presente e futuro. Se vuoi saperne di più, non ti resta che metterti comodo e proseguire con la lettura.
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sono Nicola Zanetti, fondatore di B-PlanNow, l’acceleratore che aiuta startup e imprenditori a trasformare idee in business scalabili, redditizi e finanziabili con strategie mirate ed innovative, business model efficaci, pitch deck persuasivi, business plan concreti e funding plan per attrarre capitali.
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Cos’è il modello As-a-Service
Per modello As-a-Service si intende un business model che si basa sulla fruizione di un prodotto o servizio tramite un abbonamento, senza che al cliente sia richiesto di acquistare effettivamente quel prodotto o servizio. Non solo: il cliente non deve preoccuparsi neanche di curare tutti gli aspetti tecnici che guidano il suo funzionamento, dal momento che paga semplicemente per il suo utilizzo, in base alle sue esigenze in termini di volume o tempo.
Dall’infrastruttura ai servizi on demand
Il modello As-a-Service rappresenta un’alternativa all’infrastruttura on-premise, che prevede che hardware e software siano ospitati e gestiti (dall’installazione agli aggiornamenti, passando per l’eventuale sostituzione di alcune componenti) all’interno dell’azienda.
I servizi on demand in modalità As-a-Service, invece, sono ospitati e gestiti per conto dell’azienda su server remoti da terze parti.
Differenze tra SaaS, PaaS, IaaS (e oltre)
Nell’introduzione di questa guida abbiamo citato brevemente le sigle SaaS, PaaS e IaaS e ora è giunto il momento di chiarire meglio di cosa si tratta.

Il SaaS business model (Software as a Service) consiste in un modello in cui applicazioni software complete e pronte all’uso vengono fornite via Internet e rese accessibili tramite un browser web senza che l’utente debba installare alcunché sul proprio dispositivo. A occuparsi di ogni aspetto tecnico è il provider.
Il modello Paas, ossia Platform as a Service, permette agli sviluppatori di costruire, gestire e distribuire applicazioni senza avere preoccupazione alcuna in merito all’infrastruttura sottostante.
Iaas, cioè Infrastructure as a Service, è infine un modello che consente l’accesso in modalità on demand a risorse di elaborazione, come per esempio server, spazi di archiviazione, networking e virtualizzazione.
I vantaggi del modello As-a-Service
Il modello As-a-Service offre diversi vantaggi alle aziende che decidono di adottarlo. Ne abbiamo selezionati alcuni tra i principali.

Scalabilità, modularità e costi operativi (Opex vs Capex)
Uno dei principali vantaggi del modello As-a-Service è la sua scalabilità: questo modello, infatti, si distingue perché offre piani scalabili in base alle differenti esigenze nel corso del tempo.
La modularità è un altro punto a favore: l’offerta è personalizzata e “affittata” ai clienti in base alle loro caratteristiche e necessità.
Anche i costi operativi sono vantaggiosi: questo modello permette di risparmiare per esempio sui costi di locazione delle strutture hardware, dal momento che si usa un data center esterno, ma anche sui costi del team IT, che non deve occuparsi di gestire le incombenze ordinarie.
È utile, a questo punto, introdurre il concetto di Opex e Capex: il primo termine fa riferimento ai costi operativi, cioè quelli legati all’uso del prodotto per ottenere i benefici per cui è stato ideato, mentre Capex indica le spese in conto capitale per l’acquisto di beni materiali. Gli investimenti in Capital Expenditure comportano esborsi anticipati, deprezzamento dei beni e invecchiamento tecnologico. L’Opex, al contrario, è sinonimo di flessibilità negli investimenti. Il vantaggio del modello As-a-Service, in questa ottica, sta proprio nella possibilità di non investire oltre le proprie necessità, tagliando ogni spreco di denaro.
Aggiornamenti e manutenzione inclusi
I modelli As-a-Service includono all’interno della fee mensile o annuale una serie di voci di spesa, tra cui quelle legate agli aggiornamenti e alla manutenzione, che rimangono di pertinenza di chi offre il servizio, liberando così l’utente da un ulteriore impegno economico (e non solo).
Maggiore flessibilità per aziende e startup
La versatilità e la flessibilità, come già accennato, rappresentano altri due tratti distintivi dei modelli As-a-service. La tecnologia è messa al servizio delle esigenze delle aziende e delle startup e ciò si traduce nel fatto che, al variare delle necessità, diventa facile trovare un servizio adeguato ai nuovi bisogni.
Everything-as-a-Service (XaaS): l’evoluzione del concetto
Al giorno d’oggi – lo ribadiamo – praticamente tutto è diventato fruibile in modalità As-a-Service. Non a caso si è andato diffondendo il concetto di Everything-as-a-Service (o Anything-as-a-Service), in sigla Xaas. Conosciamolo meglio.
Cos’è XaaS e perché è sempre più diffuso
Xaas è un termine generico che include al suo interno un gran numero di prodotti, strumenti e tecnologie che oggi sono forniti come servizio sul web. Sostanzialmente, come già sottolineato, praticamente qualunque funzione IT può essere resa in forma di servizio per il consumo aziendale.
Questo modello si è andato diffondendo sempre più complice anche la diffusione dell’accesso a Internet a banda larga ovunque nel mondo e l’ascesa del cloud computing. Offre diversi vantaggi alle aziende, come la possibilità di migliorare il modello di spesa e di adattarsi più rapidamente alle condizioni di mercato sempre più mutevoli.
Esempi di XaaS in ambito tecnologico e non solo
XaaS è un termine “ombrello” che comprende vari tipi diversi di servizi IT, come i già citati SaaS (Software as a Service), PaaS (Platform as a Service) e IaaS (Infrastructure as a Service). La maggior parte delle principali aziende di tecnologia offrono servizi XaaS: ti basti pensare ad Amazon AWS, Adobe e Office.
Dal prodotto al servizio: una trasformazione culturale
La contaminazione tra prodotti e servizio che sta alla base della cosiddetta servitizzazione è sempre più progressiva e sta portando a un’autentica trasformazione culturale.
C’è una frase semplice ma molto esemplificativa di questo cambio di paradigma, che i teorici della servitizzazione amano ripetere:
“Non ti serve una caldaia. Ti serve l’acqua calda”.
Il fine ultimo, quindi, è riuscire a beneficiare al meglio del servizio di cui si ha bisogno, a prescindere dal possesso o meno del prodotto in grado di fornire quel servizio.
Perché le startup adottano il modello As-a-Service
Della crescente diffusione del modello As-a-Service abbiamo già parlato a più riprese. Ma perché sempre più startup adottano questo particolare modello?
Minori investimenti iniziali, maggiore agilità
Due tra i motivi principali per cui le startup adottano il modello As-a-Service sono i minori investimenti iniziali e la maggiore agilità. Questo modello, infatti, non richiede spese onerose per infrastrutture e licenze software e permette di destinare le risorse finanziarie ad altre aree strategiche. Non solo: la flessibilità operativa che contraddistingue il modello As-a-Service consente di cogliere prima i cambiamenti del mercato e i nuovi bisogni degli utenti e di adattarsi più rapidamente a essi.
Crescita sostenibile e time-to-market accelerato
I modelli As-a-Service permettono alle startup di sfruttare tecnologie e infrastrutture senza la necessità di svilupparle internamente. Tutto ciò accelera il time-to-market.
La crescita delle startup che adottano il modello As-a-Service è sostenibile. I ricavi ricorrenti garantiti dalla possibilità di fidelizzare i clienti che sottoscrivono gli abbonamenti offrono maggiore prevedibilità finanziaria e più possibilità di attrarre investitori. A tal proposito, è utile tenere sempre a mente il suggerimento di Shep Hyken:
“Non contare i clienti al momento dell’acquisto, contali quando tornano.”
Considera, inoltre, che le startup possono aumentare o diminuire la capacità dei loro servizi in base alle esigenze, evitando sprechi.
Sfide e considerazioni nel passaggio ad As-a-Service
Non ci sono solo i vantaggi da considerare. Il passaggio al modello As-a-Service, infatti, porta con sé anche sfide da affrontare e altre valutazioni da fare.
Affidabilità dei fornitori e lock-in tecnologico
La decisione di adottare un modello As-a-Service implica affidarsi a fornitori esterni. Il rischio, in tal senso, è quello di incorrere nel cosiddetto lock-in tecnologico, cioé restare vincolato a un singolo fornitore di servizi o tecnologia, con il passaggio a un altro fornitore che, nonostante le condizioni contrattuali lo permettano, risulterebbe troppo difficile o costoso. Sai qual è la soluzione? Diversificare i fornitori.
Sicurezza dei dati e conformità
In un modello As-a-Service, i dati sono memorizzati e gestiti dal fornitore. Questo, ovviamente, riduce la possibilità di mantenere il controllo diretto sui dati e aumenta il rischio di incappare in problemi di sicurezza. Tra i vari rischi spicca la complessità nel garantire la conformità a normative come il GDPR.
Come valutare la sostenibilità del modello a lungo termine
Un’altra sfida che contraddistingue il modello As-a-Service è valutare la sua sostenibilità a lungo termine. I meccanismi che esso adotta per promuoverla – e che, quindi, vanno preservati nel tempo – sono la riduzione degli sprechi, l’ottimizzazione dell’utilizzo delle risorse e la promozione di un’economia circolare.
Il futuro del business è “As-a-Service”
Prima di concludere questa guida dedicata al modello As-a-Service è opportuno lanciare uno sguardo verso il futuro di questo particolare tipo di business.
I continui progressi della tecnologia stanno costringendo le aziende a dover aggiornare con sempre più frequenza le infrastrutture e i sistemi informatici, al fine di evitare di essere superati dalla concorrenza. Ciò implica la possibilità di dover sostenere un notevole investimento in termini di tempo e soprattutto risorse, in primis economiche. Scegliere di adottare un modello As a Service dà alle aziende la possibilità di ottimizzare tempi e costi, potendo usare le nuove tecnologie senza doverle acquistare.
Non è un caso uno dei trend più emergenti è il cosiddetto AI as a Service (AIaaS), cioè un modello di business in cui le aziende forniscono soluzioni di Intelligenza artificiale (come i modelli di apprendimento automatico, l’analisi predittiva e l’elaborazione del linguaggio naturale) basate sul cloud e in cui altre aziende accedono a queste tecnologie e le sfruttano senza aver bisogno di investire significativamente in infrastrutture AI o in data scientist.
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